Dal Politecnico di Milano la IA dell’auto made in Italy

By sagomacomedy

Lo scopo primo che si pongono i ricercatori del Politecnico di Milano è quello di cercare di analizzare le complesse relazioni tra un uomo e un automobile durante le fasi di guida. A questo scopo e con la partecipazione di tre diversi dipartimenti del Politecnico che spaziano tra la meccanica, la bioingegneria e l’architettura è stato costruito un simulatore di guida 3D che è anche in grado di registrare in tempo reale la risposta fisiologica del guidatore agli stimoli esterni.

La struttura di base del simulatore è comune alle normali piattaforme di gaming che viene associata a tre monitor ma la parte di sperimentazione comprende il monitoraggio dei dati vitali del guidatore nelle normali condizioni di guida come: battito cardiaco, frequenza respiratoria, la risposta galvanica della pelle che è molto sensibile alle situazioni di stess intenso, inoltre è previsto l’utilizzo di un “eye tracker” che serve a capire dove è rivolto lo sguardo del pilota.

Da qui si sviluppano le possibili attività di ricerca che un laboratorio così concepito può condurre; ad esempio un’analisi delle infrastrutture di trasporto su strada e della loro interazione con il conducente dal punto di vista dello stress, della fatica, del carico di lavoro e dell’attenzione alla guida, oppure lo sviluppo di procedure di guida assistita o autonoma e lo studio delle reazioni dei conducenti in relazione alle loro scelte in contesti reali. Grazie poi alle relazioni tra Politecnico e le aziende del mondo Automotive, disporre di questo simulatore permette di testare a costi ridotti nuove tecnologie dell’automotive e comprendere le reazioni del guidatore a queste ultime e cosa ne possa influenzare le performance.

La seconda parte dei test viene condotta su normali strade aperte al traffico attraverso il montaggio dei sensori su una microcar elettrica (una Tazzari Zero). In particolare in vettura vengono montate telecamere, rilevatori GPS e una fitta serie di sensori volti a monitorare le condizioni di salute di chi guida. In buona sostanza il sistema iDrive percepisce tutto quello che succede intorno al veicolo mettendolo in relazione con quanto succede alla persona al volante. Nel prossimo futuro quindi è ipotizzabile che le vetture a guida autonoma potranno capire se siamo stanchi di guidare e ci potranno offrire il loro supporto per portarci a casa.

Source:: Virgilio Motori